EDNOS 2018-01-22T17:30:25+02:00

I disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati (EDNOS nella terminologia inglese) comprendono diversi quadri sindromici oltre a situazioni simili all’anoressia, alla bulimia o al binge eating alle quali manca tuttavia uno dei criteri richiesti per la diagnosi (dette sindromi parziali o disturbi sotto soglia).

Fra i più osservati:

  • Chewing and Splitting (sindrome “mastica e sputa”): i soggetti che presentano questo disturbo passano parte del loro tempo a masticare grandi quantità di cibo che poi non viene deglutito.
  • Dieting (comportamento della “dieta cronica”): controllo esasperato del peso, da una costante attenzione alla dieta e da sentimenti di angoscia ogni volta che questo varia. Le persone che controllano in questo modo il loro peso svolgono apparentemente una vita normale, che tuttavia risulta polarizzata verso questo unico interesse e viene limitata dalle esigenze della dieta; può risultare molto problematico ad esempio uscire a cena con amici e condurre una vita sociale accettabile.
  • Ortoressia: il termine ortoressia deriva dal greco antico. La sua etimologia (ortos, ossia diritto, corretto, giusto e orexia, cioè appetito) indica una sorta di ossessione per i cibi giusti, corretti. Queste persone controllano e selezionano ossessivamente gli alimenti che assumono, ricercando con eccessiva scrupolosità cibo puro, sano, non contaminato, preoccupate dalle conseguenze mediche derivanti da un’alimentazione scorretta.
  • Bigoressia: la bigoressia o dismorfofobia muscolare (conosciuta anche come vigoressia o complesso di Adone) è un disturbo di recente osservazione, presente in prevalenza nella popolazione maschile e in particolare tra i frequentatori di palestre e appassionati di body building. Il termine viene dall’inglese Big, ovvero “grande, grosso”, e indica la preoccupazione d’avere un fisico poco prestante o troppo magro in persone visibilmente muscolose.
  • Anoressia atletica: l’attività sportiva in alcune persone, in particolare gli atleti, non è finalizzata al mantenimento del benessere, ma assorbe totalmente la loro vita. Questi soggetti sono ossessionati dall’ottenimento di performance sempre migliori e rivolgono al proprio corpo un’attenzione estrema cercando di renderlo efficiente come una macchina. Il disturbo del comportamento alimentare il più delle volte va nella direzione di una spinta al dimagrimento per ridurre la quantità di grassi nella massa corporea al fine di ottenere migliori risultati nello sport.
  • Iperfagia Prandiale: caratterizzata dall’assunzione di grandi quantità di cibo prevalentemente durante i pasti. All’assenza di malessere psicologico legato all’assunzione degli alimenti, si unisce il piacere del cibo e il controllo sulle quantità assunte. Gli eccessi alimentari possono determinare l’insorgenza di una obesità marcata qualora tale comportamento sia frequente, ma il peso può rimanere entro i limiti del sovrappeso quando l’iperfagia risulta essere episodica.
  • Pica e Mericismo: il termine pica, dal latino pica, gazza, uccello che per definizione tende a far sparire ogni cosa capiti nel suo raggio d’azione, designa la tendenza persistente, per un periodo di almeno un mese, a ingerire compulsivamente sostanze non commestibili.